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Si ritorna sempre a cio´ che si lascia

Un lungo anno é passato da quando ho lasciato questo blog. Un anno denso di impegni tra la scuola,gli allenamenti quotidiani di atletica,le amiche,il nostro pazzo "progetto".In ogni caso,sono di nuovo qua,perché il bisogno di scrivere in me c´é.Questa é una delle poche certezze della mia vita.Quest´anno ho abbandonato del tutto  i miei programmi "letterari",che si tratti di scrivere romanzi o racconti o che si tratti di partecipare a concorsi o inviare roba alle case editrici. Ho stoppato tutto,sia per mancanza di tempo,sia per sfiducia o per rabbia forse,non so.Ora sento di dover tornare indietro,dare uno sguardo critico al passato e,soprattutto,non fare progetti,non programmare. Tutto verrá da sé.

Sto lavorando nella farmacia di mia zia.Detto cosí sembra una cosa ottima.Non so come andrá a finire,se potro continuare,se ricevero una paga. é tutto da vedere.Ora che sono qui in Slovacchia é tutto diverso non solo dalla mia vita in Italia,ma anche dalla mia vita qui l´anno scorso.Ricordo un post in cui scrivevo come tutto qui era piú bello,migliore,cose cosí.Ora la vivo in modo diverso.Sento le cose in modo diverso.Oddio quanto sono cambiata dall´anno scorso.Rendersi conto dei cambiamenti che avvengono dentro di sé puo risultare spaventoso.Tutto sommato non mi lamento.Non voglio preoccuparmi.Tornando al mio lavoro cio che in definitiva faccio é questo:apro le scatole con le medicine,le catalogo,le metto negli scaffali. Ieri ho fatto l´inventario,oggi ho messo della pasticche nelle rispettive buste,sono andata a ritirare delle ricette.In definitiva qui non c´é bisogno di me.Sono tutte cose che potrebbero fare senza di me.Questo lavoro me lo aspettavo diverso,piu attivo forse.Ho buchi di tempo  per cazzeggiare su facebook,su polyvore,per scrivere qui anche :0
Sono malinconica,forse un po´amorfa,mi sto lasciando scivolare addosso molte cose.Forse sono anche un po´triste.
Il libro di Hemingway che sto leggendo non mi piace,mi sta deludendo. Sono I quarantove racconti.l´ho comprato a gennaio insieme alla biografia di Kurt Cobain.Cielo,ricordo quel giorno,anzi quella sera,come fossse ieri.Dovevamo festeggiare il complennao di Fabri dal cinese e poi un pigiama party con due film in rogramma,Fight Club e un Eroe in calzamaglia.Pero io avevo una gara il giorno successivo,la mia prima campestre.L´ansia,la morsa allo stomaco per non doverle dire di no e di conseguenza per la gara e la levataccia mattuttina delle sei e mezza. Eppure l´ho superata. é bello pensare alle cose difficili che uno ha superato. Ti da´una sensazione di piacevolezza.Anche se non é proprio cosí ora che ci penso meglio. Prima di fare una cosa che ti riempie di ansia cerchi di pensare a come magnificamente ti sentirai dopo che l´avrai fatta e una volta che l´hai fatta poi questa magnifica sensazione non c´é o non é cosí magnifica come credevi.
Tornando al libro,cielo,poteva fare a meno di scriverlo!Dov´é l´Hemingway grande scrittore?Questi racconti o non hanno senso o sono sempicemente brutti.Brutti.E il punto é che devo finirlo,perché ho solo un libro di Grossman e nient´altro.Altrimenti dovro leggere in slovacco,che mi risulata un sacco piú difficile.
Non so se sto riuscendo ad aprire il mio cuore,perché in definitiva é questo quello che voglio fare:aprire il mio cuore,dar voce  fedelmente a tutto cio che ho dentro,vedere se cio che penso riesco a trasportarlo su "carta" senza omissioni,concretizzare pensieri che passano di sfuggita nella mia mente. Forse piu tardi,tra un po´di tempo,non so.

Pubblicato il 29/6/2010 alle 13.10 nella rubrica diario.

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