.
Annunci online

geajournal [Mi alzavo in piedi e guardavo fuori sui tetti di Parigi e pensavo"Non aver preoccuparti.Hai sempre scritto e scriverai ancora.Non devi fare altro che scrivere una frase sincera. Scrivi la frase piú sincera che sai" E.Hemingway]
Cerca

Feed

Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.

Curiosità
blog letto 1 volte

"Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra talvolta vediamo la vita. E la chiamiamo polvere nell' aria"

             


23 marzo 2009
CULTURA
Ancora libri,sì
Dunque dunque dunque:Il lupo nella steppa mi lascia piena di dubbi.Non sembra assolutamente scritto da Herman Hesse,perlomeno non da colui che ha scritto Narciso e Boccadoro.Non ho compreso l'ultima parte.è sogno o realtà?Ho sentito come Harry lupo della steppa,l'ho compreso,l'ho quasi amato,ma dopo l'incontro con Erminia lui si trasforma,e non in positivo,no.Quella fine così ambigua,quel teatro magico così strano e Pablo che diventa un genio,da sempliciotto qual'era.Troppe domande irrisolte.Ed ecco la mia nuova avventura con McEwan che non fa che confermare la mia precedente opinione su di lui. Ho letto le prime quattro pagine del Giardino di Cemento e già sono sconvolta,o quasi,insomma,non comprendo il perchè,lo scopo.Perchè scrive di certe cose,cosa vuole dire,cosa ti vuole trasmettere?Solo sensazioni angosciose,storie perverse che poi sono relativamente reali.Sono molto indecisa:devo continuare nella lettura di questo libro o no?Dovrò star male ancora se lo leggerò,poi dimenticherò certo,crescerò,saprò anche di questo,ma forse non mi va di farmi del male da sola.
    



permalink | inviato da GEAworld il 23/3/2009 alle 20:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
19 febbraio 2009
CULTURA
L'ombra del vento
è da poco che ho terminato di leggere L'ombra del vento di Carlos Ruiz Zàfon.è stata una lettura incredibilmente coinvolgente,assolutamente inaspettata.Le ultime 200 pagine si divorano in una sera.L'ho comprato per caso e sono rimasta sorpresa.Leggendolo ho ravvisato nelle sue pagine quel classico stile "spagnolo",già incontrato ne La cattedrale del mare di Falcones e Il mistero di casa Aranda di Tristante,ma questo è nettamente superiore agli altri due.Non è un capolavoro,ma per essere l'opera prima di uno scrittore emergente è degna di nota e ammirazione.Solo alcuni dei personaggi però sono ben costruiti,altri restano troppo nell'ombra o fungono da inutile sfondo.Le descrizione sono molto belle,le metafore e le similitudini che usa mi hanno colpita e,avendo esperienze in materia di scrittura,ormai ho fatto l'occhio a certe sottigliezze del linguaggio.Non saprei ancora di che genere definirlo:giallo è estremamente riduttivo,thriller non basta,romance non solo,noir forse è quello che gli si avvicina di più.Uno dei libri più coinvolgenti dell'anno.
             



permalink | inviato da GEAworld il 19/2/2009 alle 17:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 gennaio 2009
sentimenti
La cantina delle Cipolle
               
Leggendo Il tamburo di latta di G.Grass,che mi tiene occupata ormai da un mese,sono rimasta colpita,ma fortemente colpita,da un capitolo che si chiama proprio come io ho nominato questo post.Oskar,ormai adulto,nonostante sia racchiuso in un corpo di 120 cm,va a suonare il suo tamburo nella Cantina delle Cipolle,dell'oste Scmuh.Questo è un luogo straordinario,un luogo surreale e non so se realemente esistito.Una cantina propriamente detta,buia,profonda,illuminata da luci soffuse.C'è una scaletta che sembra quella di una nave,perchè ci si appoggia ad una bianca corda e salendo si traballa un po'.Ci sono tanti tavoli,ma non c'è un bancone dove servire del vino o della birra o delle cioccolate calde.Qui non si viene per consumare nient'altro che cipolle e poi nemmeno per consumarle,cioè non è quella la finalità.Alla cantina delle cipolle si viene principalmente per piangere sulla propria vita,sui propri problemi.Ci si viene per piangere in compagnia,sfogarsi magari con degli sconosciuti.Secondo me questa è una trovata letteraria,e anche umana,geniale:nella Germania del primissimo dopoguerra non si riesce a piangere più,si è incapaci di versare lacrime spontaneamente,si ha bisogno dunque di una cipolla da sbucciare più che di una spalla su cui sfogarsi.Mi sono sentita toccata leggendo questo capitolo e,riflettendoci riflettendoci,mi sono addormentata.Ho pensato anche che non sarei mai capace di piangere così in pubblico,tendo sempre a considerare il pianto come una cosa fortemente intima e personale che perde la sua magia quando è vista da altri che comunque non possono e non potranno mai partecipare al tuo dolore.Penso proprio che non andrei mai in una tale Cantina delle Cipolle.

Aggiunta di un commento che mi piace molto trovato su IBS (6-febbraio 2009)
Sugarbaggio (04-08-2005)
Grass appartiene a quella schiera di scrittori, così come il grande Pennac e il nostro Baricco, che definisco surrealisti che, tanto per intenderci, in ambito cinematografico, trovano il massimo esponente (sempre a mio modesto parere) in Tim Burton. Surrealisti per i personaggi dei romanzi e per le situazioni descritte. Personaggi sempre al limite della normalità che trovano nella stravaganza il loro pane quotidiano. Situazioni sempre paradossali che ci inducono a cercare la verità (o meglio la realtà) tra le righe. E il tamburino Oskar non è da meno:antipatico, a volte cattivo, egocentrico e paranoico... nonostante tutto ci si affeziona e si accompagna il nano lungo la serie di avventure strambe avvenute nel periodo della guerra. Un libro bello che, tuttavia, consiglio solo a coloro che amano le bizzarie e sono disposti a leggere un romanzo in cui la trama non è l'attrazione principale del romanzo.



permalink | inviato da GEAworld il 30/1/2009 alle 17:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
25 gennaio 2009
letteratura
Crepuscolo

Come un frutto maturo cade il giorno.
Dal ponte che cavalca il fiume suona un corno.

Con uno strepito di gran cascata
un treno fora il vuoto su la via ferrata.

I rumori pel silenzio stenografo
sfuman come figure d'un cinematografo.

Il vento studia da flautista.
Il cielo è svelto,simile ad un trasformista.

L'acqua che corre corre al mare
si tinge di lillà crepuscolare.

Dentro,le case miran a la riva
la loro imagine che sembra fuggitiva.

In una barca piena di legumi
mentre le case sbocciano dei bianchi lumi,

una donna con una guasta ventola
incita il fuoco sotto la sua vecchia pentola
.
                                                                          C.Govoni-Poesie 1903/1959


               

Sembra una poesia elementare,troppo semplice,scolastica,forse banale,eppure nel suo voler proporre,senza pretese,immagini quotidiane,è bellissima;crea quell'atmosfera "crepuscolare" delle sere d'autunno




permalink | inviato da GEAworld il 25/1/2009 alle 18:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 gennaio 2009
letteratura
Cortesie per gli Ospiti
Tempo fa ho letto "Cortesie per gli ospiti" di Ian McEwan,colui che "non ha nulla da dire,ma lo dice benissimo".Scrivo di questo libro perchè anche Annamaria l'ha letto e dunque abbiamo confrontato i nostri pareri.Da un libro del genere non sai cosa aspettarti e qualunque cosa ti aspetti non ti si conferma,in ogni caso.A me il libro non è piaciuto,me ne è sfuggito il senso.McEwan vuole raccontare una storia,descrive moltissimo cose insignificanti,disseminando delle tracce in tutti i capitoli che infatti si chiamano Uno,Due,Tre e così via.Parla di due amanti in vacanza,Colin e Mary,che incontrano una coppia di coniugi di mezz'età che alla fine uccidono Colin per puro sadismo.Togliendo le parti che mi hanno rivoltato lo stomaco(una persona saggia infatti mi aveva consigliato di non leggerlo prima di andare a dormire ed io,come al solito,non ho seguito il consiglio),non capisco il perchè si vuole raccontare una cosa del genere,senza poi esprimere un qualsiasi(personale o meno) giudizio.Mi viene proprio da dire"ma come gli è saltato in mente a McEwan di scrivere una cosa del genere!"Sarà,ma in questo periodo di violenza,sia fisica che psicologica,ne ho proprio abbastanza.



permalink | inviato da GEAworld il 17/1/2009 alle 16:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
30 dicembre 2008
CULTURA
Un breve,agghiacciante racconto di Natale
Era Natale.Attraversavo la vasta pianura. La neve era come vetro. Faceva freddo.L'aria era morta.Non un movimento,non un suono.L'orizzonte era circolare.Nero il cielo.Morte le stelle.Sepolta ieri la luna.Non sorto il sole. Gridai.Non udii.Gridai ancora.Vidi un corpo disteso sulla neve.Era Gesù Bambino.Bianche e rigide le membra.L'aureola un giallo disco gelato.Presi il bambino in mano.Gli mossi su e giù le braccia.Gli sollevai le palpebre.Non aveva occhi.Io avevo fame.Mangiai l'aureola. Sapeva di pane stantio.Gli staccai la testa con un morso.Marzapane stantio.Proseguii.
Friedrich Durrenmatt-da Corriere della Sera Magazine-



permalink | inviato da GEAworld il 30/12/2008 alle 17:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
26 settembre 2008
letteratura
Il piccolo principe di A. de Saint Exupèry
Mi chiedo:perchè l'ho letto ora e mai prima? è un libro bellissimo che io avevo sempre considerato...anzi,non l'avevo mai considerato! Ed ora lo trovo e in due giorni  lo leggo e il piccolino dai capelli color del grano mi fa innamorare. La rosa che si difende dal mondo con sole quattro spine,la volpe saggia,il re dal mantello tropo lungo,il geografo che legge libri e non conosce luoghi,il lampionaio stanco e sudato e infine lui,il piccolo principe caduto dalla sua stella con tre vucani(di cui uno spento che funge da sgabello) e un fiore e così tanti tramonti che basta spostare la seggiola da un capo all'altro del pianeta per vederne anche dieci al giorno. Piccolo principe che hai pianto lasciando il tuo amico e gli hai regalato tante,tutte,stelle ridenti,vorrei essere stata io la tua amica,vorrei averti conosciuto io,stretto la mano di notte alla ricerca dell'acqua nel deserto,ascoltato le tue avventure,lasciato con gli occhi pieni di lacrime. Piccolo principe che sei triste e solo vai alla ricerca di qualcuno da amare io vorrei  poterti essere amica,starti vicino e farti ridere,rispondere alle tue molte domande. Mi hai tenuto compagnia per poco piccolo principe,ma mi mancherai tanto.





permalink | inviato da GEAworld il 26/9/2008 alle 18:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
3 settembre 2008
letteratura
Le pagine della mia estate

Quest'estate ho letto molto e sono contenta di esser riuscita ad immergermi in tanti mondi diversi.La mia estate si è aperta con "Cronache di Poveri amanti" Di V.Pratolini.Questo libro mi ha accompagnato in tanti avvenimenti più o meno imporanti e tanti bei ricordi sono legati ad esso.Mi è piaciuto molto per le bellissime descrizioni e per i personaggi che difficilmente si dimenticano. Scorderò mai Mario,il tipografino di Bianca?E Ugo? E Maciste?Eh no.Ho proseguito con "Il ritratto di Dorian Grey" che non avrei letto se non come compito scolastico. Non mi è piaciuto,anzi,mi ha disgustata e tutti giù a dire un capolavoro.Ma quale capolavoro?Questo libro è un resoconto fedele della filosofia di vita del'autore(che non amo particolarmente) e il perosnaggio che esprime queste idee-con le quali io assolutamente non sono d'accordo- è Lord Enrico Wottom,il personaggio più negativo di tutto il romanzo.Di buono ce n'è solo uno e questi viene assassinato da Dorian.Insomma,non voglio perderci molte parole,devo risparmiarle per la (di)struggente relazione che farò alla prof.Il secondo libro sfortunato è stato "Istanbul" di O.Pamuk,il premo Nobel. Assolutamente non mi è piaciuto e l'ho trovato noioso e ripetitivo con la sua tristezza di Istanbul e le sue enciclopedie turche e i suoi scrittori Koci e Co.Mi sono fatta attrarre dalla copertina malinconica e dal bel nome dello scrittore,ma è...tutto fumo e niente arrosto.Ed ora giungiamo alla ciliegina sulla torta,a questo bellissimo libro che ho divorato in due settimane nette.Mi ha appassionato,soprattutto nella seconda parte,quando si parla del golpe dei militari.Bellissimo libro,con gli elementi fantastici dosati bene,che risulta essere una lettura assai più piacevole di Cent'anni a cui in parte si rifà(gira rigira la storia dell'America Latina è sempre quella).La Allende mi è davvero piaciuta molto qui.Anche Maigret mi è piaciuto assai e mi ha soggiogato totalmente questa atmosfera da Normandia brumosa che mi piace tanto tanto.Non è uno dei gialli migliori di Simenon,ma l'atmosfera vale tutto il libro.Ci avviamo alla fine con la biografia di Simone de Beauvoir che mi  ha catturata e interessata.Le rilessioni e le sue teorie non sono male,ho compreso bene alcuni lati del suo carattere che l'hanno portata da interrogarsi sempre e a cercare la verità.Il libro finisce sul più bello,proprio quando Simone incontra Sartre.Vale davvero la pena di rinuanciare e abbbandonare tutto per il bene più prezioso di tutti:la libertà.Alla fine c'è questo libro di papà che se leggevo o non leggevo era lo stesso.Non mi ha toccata per nulla,anzi mi ha delusa,perchè è inutile cercare persone con veri ideali nella politica sia di destra che di sinistra.è tutto uno schifo e toccherebbe proprio a noi cambiare questo tutto...è possibile?

 




permalink | inviato da GEAworld il 3/9/2008 alle 12:34 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
  




IL CANNOCCHIALE